Progetto Formativo

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L’approccio educativo

Il progetto educativo dell’asilo spazio Be.Bi C’era due volte Kids si fonda sul principio che per crescere i bambini hanno bisogno di un ambiente capace di offrire delle opportunità. Per questo ci poniamo l’obiettivo di essere un ambiente sociale sensibile e stimolante, in cui offrire ai bambini interazioni positive ma anche la possibilità di conoscere la realtà attraverso un “fare” pensato e organizzato, che li sostiene nei loro percorsi di conoscenza.

Star bene con i coetanei e con gli adulti e riuscire a fare quello che richiedono le “cose” intorno a noi, dà al bambino la consapevolezza delle proprie possibilità e lo fa sentire membro di un gruppo facilitandolo nella scoperta del mondo.

– Bruner, 2001

I bisogni del bambino

Il nostro lavoro sarà orientato su 4 bisogni del bambino:

Il bisogno di affettività

inteso come bisogno di essere riconosciuti, di essere ascoltati, di riferimenti precisi, di relazioni con adulti che trasmettano sicurezza.
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Il bisogno di ritmi e regole

inteso come rispetto di ritmi individuali, come necessità di riti e rituali che si ripetono stabilmente dando ai bambini un senso di sicurezza, come bisogno di ordine spaziale e temporale e di limiti, cioè di “no” chiari e coerenti.

Il bisogno di autonomia

inteso come bisogno di fare da solo e di avere tempo per fare un’azione, di rispetto delle proprie iniziative, di non essere anticipato nelle azioni.

Il bisogno di crescita e gioco

inteso come bisogno di conoscere, esplorare, sperimentare, giocare per scoprire e incuriosirsi.

I principi educativi di riferimento

Nello sviluppare gli obiettivi generali e definire le strategie educative facciamo riferimento a principi educativi noti (M. Montessori, B. Munari), alle teorie di apprendimento di Gadner con il concetto di intelligenze multiple e ci ispiriamo, nella definizione degli spazi e della metodologia (laboratori, ruolo dell’educatrice, rapporto con le famiglie) alla filosofia del Reggio Children Approch, esempio di eccellenza del modello educativo, che si fonda sull’immagine  di un bambino e, in generale, di un essere umano portatore di forti potenzialità di sviluppo e soggetto di diritti, che apprende e cresce nella relazione con gli altri.

Secondo il modello Reggio Children Approcch gli educatori sono tre: l’educatore, il bambino e l’ambiente. Il bambino ha 100 linguaggi per esprimersi e il ruolo dell’educatore è quello di sostenere e incoraggiare le attività scelte dai bambini, di suscitare e stimolare idee attraverso le domande, di assecondare le curiosità e di documentare tutte le attività e i percorsi dei bambini.
Fondamentale è l’interazione fra la scuola, la famiglia e il territorio, soggetti che devono lavorare sempre in sinergia fra loro. Da qui l’organizzazione di eventi con le famiglie, momenti di formazione, di scambio con esperti, educatori, istituzioni per fare un percorso condiviso di scambio.

Aree di intervento- obiettivi specifici

La programmazione didattica, se pur con strumenti e metodologie differenziate e mutevoli, si focalizzerà su 3 obiettivi formativi specifici ovvero:

Affettività e relazione sociale
Ci poniamo l’obiettivo di creare un ambiente aperto ed accogliente dove il bambino possa creare dei legami affettivi con i pari e con gli adulti e dove la relazione sociale passi attraverso lo scambio. Il concetto di gruppo, di apprendimento condiviso, di scambio e di partecipazione, passa attraverso il rispetto delle regole, la condivisone, il contributo di tutti.
Apprendimento come un processo di costruzione nel quale ciascun individuo può dare il suo contributo rapportandosi con gli altri, che viene sviluppato attraverso il coinvolgimento dei bambini in progetti a corto e lungo termine che nascono da esperienze dirette.
Il “prendersi cura”, la soddisfazione dei bisogni essenziali, l’intimità, le relazioni significative sono aspetti essenziali per assicurare il ben-essere dei bambini. Stare bene al nido, vuol dire per il bambino sapere di essere accolto in un luogo dove trova sicurezza ed opportunità
Sviluppare la capacità di riconoscere e identificare i momenti di routine
Comprendere ed interessarsi a situazioni di condivisione che vengono proposte
Accettare alcune regole elementari di convivenza.
Corporeità e manipolazione

“La prima forma del conoscere è il “Fare” e la conoscenza è figlia dell’azione” (F. Frabboni)

Nei primi anni il bambino ha un’intelligenza essenzialmente pratica, attraverso il corpo apprende, sperimenta, interiorizza fino ad arrivare ad apprendimenti veri e propri che rendono il bambino competente e autonomo.
Facendo esperienza diretta con il corpo, il bambino apprende in maniera più concreta concetti, come per esempio il tempo e lo spazio, che essendo astratti e quindi non tangibili, sarebbero difficili da acquisire. L’ambito motorio può essere definito interdisciplinare in quanto permette di affrontare qualsiasi argomento. È stato dimostrato che proprio partendo dal proprio corpo e con la possibilità di muoversi, di manipolare, di agire concretamente, il bambino apprende con maggior facilità e il ricordo dell’esperienza si imprime in lui marcatamente.

Obiettivi specifici:

  • Acquisire la consapevolezza delle varie parti del corpo
  • Esercitare e perfezionare i movimenti fini
  • Sviluppare la coordinazione
  • Acquisire autonomia motoria
  • Saper individuare e verbalizzare le caratteristiche percettive e tattili dei diversi materiali
  • Saper individuare e verbalizzare le altre caratteristiche percettive dei materiali proposti legati ai 5 sensi
  • Discriminare materiali diversi per natura e consistenza
  • Imitare, sperimentare azioni e sequenze di azioni
  • Acquisire alcune competenze di manualità fine.
Il linguaggio

Il cuore della filosofia educativa del Reggio Children Approcch, a cui la nostra struttura vuole in parte ispirarsi, risiede nei “cento linguaggi” di cui l’essere umano è dotato, e che il bambino ha occasione di sviluppare grazie all’azione quotidiana con diversi materiali. Più linguaggi, vari punti di vista, tenendo contemporaneamente attive le mani, il pensiero e le emozioni, valorizzando l’espressività e la creatività dell’individuo in quanto tale e come membro della società.
Lavoreremo non solo sul linguaggio verbale ma anche sui linguaggi grafici, pittorici, manipolativi, quelli del corpo legati al movimento, alla comunicazione verbale e non verbale, pensando sempre ad un bambino che conosce con tutto se stesso.
Per sviluppare questa parte ospiteremo laboratori di arte, di musica, di manipolazione, di narrazione utilizzando strumenti tradizionali ma anche strumenti elettronici e multimediali (es lavagne luminose per giocare con la luce, pareti interattive, piccoli spazi verdi esplorare la natura.)

Obiettivi specifici:

  • Denominare correttamente
  • Saper riconoscere e denominare immagini
  • Verbalizzare le prime emozioni/bisogni
  • Usare un linguaggio adeguato alle situazioni
  • Saper ricordare e ripetere alcune sequenze o una storiella breve
  • Fruire con soddisfazione dell’ascolto e del racconto di una favola o di una storia

Programmazione didattica

Il servizio offerto propone un Progetto Educativo che ha origine dall’osservazione degli interessi, orientamenti, curiosità, dubbi, desideri dei bambini e delle bambine e, in base alle diverse esigenze, concorre all’educazione e alla crescita di ciascun soggetto.
La programmazione e l’aggiornamento delle attività psicopedagogiche avviene nel rispetto dei tempi di sviluppo e di apprendimento dei bambini sia come gruppo sia come singoli (attività individualizzata).
La programmazione didattica si basa, ovviamente, su l’approccio ludico graduale. È importante precisare che tutta la programmazione del Piano educativo non deve mantenersi in uno schema rigido e prefissato ma deve avere una elasticità attuativa che tenga conto dei bisogni del momento, dei giorni e dei bambini per cui si deve calare e calibrare sulla quotidianità del nido.

A sua volta la programmazione educativa si articola in piani operativi, formalmente esplicitati, che fanno riferimento al progetto educativo.